Permessi per il diritto allo studio 2027: come chiedere le 150 ore, scadenze e regole per docenti e ATA

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Docenti, personale educativo e ATA possono chiedere fino a 150 ore di permessi retribuiti per studiare nell’anno solare 2027. Valgono per frequentare corsi di laurea, master, percorsi abilitanti, specializzazioni e altri percorsi che rilasciano un titolo.

La domanda si presenta entro metà novembre 2026. Nel 2026, però, il 15 novembre cade di domenica e alcune regioni hanno fissato termini diversi, anche anticipati. In questa guida trovi chi può fare domanda, le scadenze già comunicate dagli Uffici scolastici, quali corsi sono ammessi e le regole per chi studia con un’università telematica.

Cosa sono le 150 ore e quale norma le prevede?

I permessi per il diritto allo studio sono previsti dall’art. 37 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, firmato il 18 gennaio 2024. Il contratto riconosce al personale della scuola permessi retribuiti fino a 150 ore annue individuali, in aggiunta alle attività di formazione programmate dall’amministrazione.

Le regole principali sono queste.

RegolaCosa prevede
Ore massime150 per anno solare, compreso il tempo per raggiungere la sede dei corsi o degli esami
Periodo di utilizzodal 1° gennaio al 31 dicembre 2027
Numero di beneficiarinon più del 3% del personale in servizio, a livello provinciale
Part-time e contratti a terminele ore si riducono in proporzione all’orario o alla durata del contratto
Criteri e prioritàli stabilisce il Contratto integrativo regionale (CIR) di ogni regione

Il limite del 3% conta più di quanto sembri. Se in una provincia le domande superano i posti disponibili, l’Ufficio scolastico stila una graduatoria secondo le priorità del CIR. Presentare la domanda nei tempi è quindi la condizione minima, ma non garantisce il permesso.

Chi può presentare la domanda?

Possono chiedere i permessi:

  • docenti, personale educativo e ATA a tempo indeterminato;
  • docenti e ATA a tempo determinato con contratto fino al 30 giugno o al 31 agosto;
  • docenti di religione cattolica, alle stesse condizioni.

I supplenti brevi, di norma, restano esclusi.

Chi riceve un contratto annuale dopo la scadenza della domanda non perde necessariamente il diritto. Diversi contratti regionali prevedono un termine successivo per il personale assunto in ritardo, di solito pochi giorni dopo la presa di servizio. Le regole cambiano da regione a regione: le trovi nella nota del tuo Ufficio scolastico.

Qual è la scadenza per i permessi 2027?

Il riferimento storico è il 15 novembre di ogni anno. Nel 2026 quella data cade di domenica e diversi uffici hanno spostato il termine a lunedì 16 novembre. Altri hanno fissato una data anticipata per la consegna alla scuola.

Queste sono alcune delle scadenze già comunicate dagli uffici scolastici.

TerritorioScadenza per presentare la domandaRiferimento
Veneto16 novembre 2026Nota USR Veneto prot. 34134 del 30/10/2026
Liguria16 novembre 2026Nota USR Liguria e CIR regionale
Puglia (es. Brindisi)16 novembre 2026Nota prot. 19616 del 27/10/2026
Toscana (es. Pisa)10 novembre 2026 alla scuola; le scuole trasmettono le domande entro il 16 novembreNota USR Toscana prot. 18746 del 27/10/2026 e avviso UST Pisa del 30/10/2026
Emilia-Romagna (es. Ferrara)15 novembre 2026Nota UST Ferrara prot. 10228 del 29/10/2026
Piemonte (es. Torino)15 novembre 2026Nota UST Torino prot. 20379 del 19/10/2026
Sicilia15 novembre, secondo il CIR del 27 ottobre 2025 (triennio 2026-2028)Avvisi degli Ambiti territoriali

Attenzione al caso della Toscana. La scadenza per il personale è anticipata al 10 novembre, perché le scuole hanno bisogno di qualche giorno per inoltrare le domande all’Ufficio territoriale. Chi lavora in Toscana e aspetta il 15 rischia di restare fuori.

Se la tua provincia non compare in tabella, cerca sul sito dell’Ambito territoriale l’avviso “diritto allo studio anno solare 2027”: contiene la data, il modello di domanda e il contingente provinciale.

Per quali corsi si possono usare le 150 ore?

I permessi servono per frequentare corsi che portano a un titolo di studio o a un titolo riconosciuto. I CIR regionali elencano le tipologie ammesse, che di solito comprendono:

  • corsi di laurea triennale, magistrale e a ciclo unico;
  • master universitari e corsi di perfezionamento;
  • percorsi abilitanti per l’insegnamento (60, 36 o 30 CFU);
  • percorsi di specializzazione sul sostegno;
  • dottorati di ricerca e scuole di specializzazione;
  • corsi per il diploma di scuola secondaria o per qualifiche professionali riconosciute.

Alcuni contratti regionali stabiliscono un tetto di ore diverso in base al percorso. Il modello di domanda dell’USR Liguria per il 2027, per esempio, prevede fino a 150 ore per il percorso abilitante da 60 CFU e fino a 75 ore per quelli da 30 o 36 CFU.

Chiedi i permessi per un percorso che ti dà davvero qualcosa in più:

  • per un docente non abilitato, il percorso abilitante;
  • per un ITP, la laurea;
  • per un assistente amministrativo, la laurea che vale punteggio in graduatoria.

Le 150 ore valgono anche per le università telematiche?

Sì, ma con un limite preciso. L’ARAN, con il parere n. 126 del 17 febbraio 2025, ha confermato un orientamento ormai consolidato anche in Cassazione. I permessi coprono la partecipazione effettiva a lezioni che coincidono con l’orario di servizio, non lo studio individuale né la preparazione degli esami.

Per i corsi online questo significa:

  • le lezioni sincrone (in diretta), che si svolgono durante l’orario di lavoro, rientrano nei permessi;
  • le lezioni asincrone (registrate e fruibili in qualsiasi momento) non rientrano, perché possono essere seguite fuori dall’orario di servizio.

In concreto, chi studia online usa le 150 ore per le attività con orario fisso: lezioni in diretta, esami, laboratori e tirocini, quando cadono in orario di lavoro. La scuola può chiedere un’attestazione dell’ateneo con giorni e orari delle attività seguite. Conviene sapere fin dall’iscrizione quali attività del tuo corso sono sincrone, così da programmarle.

Come si presenta la domanda?

  1. Scarica il modello pubblicato dal tuo Ufficio scolastico o Ambito territoriale. Ogni provincia ha il suo, aggiornato per il 2027.
  2. Indica un solo corso. Nella domanda si dichiara un corso di studio, che di norma non si può cambiare durante l’anno solare.
  3. Dichiara l’iscrizione, oppure l’intenzione di iscriverti se le immatricolazioni non sono ancora chiuse. Molti CIR ammettono la domanda “con riserva” e l’iscrizione va poi perfezionata entro la data indicata.
  4. Consegnala alla scuola di servizio entro la scadenza. La scuola la vista e la trasmette all’Ufficio territoriale. Chi lavora su più istituti la presenta alla scuola che gestisce la sua posizione.
  5. Controlla le graduatorie provvisorie, che di solito escono tra fine novembre e dicembre, e presenta reclamo se trovi errori.

Una volta autorizzato, per ogni permesso dovrai presentare la certificazione di frequenza o di sostenimento dell’esame rilasciata dall’ente, come prevede l’art. 37 del CCNL.

Domande frequenti

Posso chiedere i permessi se mi iscrivo all’università a novembre o dicembre? Sì, nella maggior parte delle regioni. Puoi presentare la domanda entro la scadenza dichiarando che ti iscriverai, e poi perfezionare l’iscrizione nei tempi fissati dal CIR. Senza la domanda presentata in tempo, invece, l’iscrizione da sola non basta.

Le ore di viaggio rientrano nelle 150? Sì. Il tempo per raggiungere la sede delle lezioni o degli esami si conta nel monte ore. Per un corso seguito da casa o online, ovviamente, non c’è tempo di viaggio da conteggiare.

Sono fuori corso: posso chiederle? Sì, ma di solito con una priorità più bassa. I CIR favoriscono in genere chi è in corso e chi non ha mai usufruito dei permessi per lo stesso titolo.

Posso usare le 150 ore per studiare in vista degli esami? No. Lo studio individuale e la preparazione degli esami restano esclusi. Il permesso copre la frequenza delle lezioni e il giorno dell’esame.

Se non vengo ammesso in graduatoria cosa succede? Puoi seguire lo stesso corso senza permessi, organizzandoti fuori dall’orario di servizio. Per gli esami restano gli altri permessi previsti dal contratto, alle condizioni del tuo rapporto di lavoro.

Gli ATA possono usarle per conseguire un titolo che vale punti in graduatoria? Sì, se il corso rientra tra quelli ammessi dal CIR, come una laurea o un percorso di qualifica riconosciuto. È uno dei modi più usati per migliorare il punteggio senza perdere giorni di stipendio.

In sintesi

  • Le 150 ore per il 2027 si chiedono entro il 15 o il 16 novembre 2026, a seconda della regione. In alcune regioni, come la Toscana, la consegna alla scuola è anticipata.
  • Spettano al personale di ruolo e ai supplenti con contratto fino al 30 giugno o al 31 agosto, nel limite del 3% provinciale.
  • Coprono lezioni, esami e tirocini in orario di servizio. Per i corsi online valgono solo per le attività sincrone in orario di lavoro.

La domanda va presentata adesso anche se l’iscrizione al corso arriverà nelle prossime settimane.

Stai pensando di iscriverti a una laurea, a un master o a un percorso abilitante e vuoi usare i permessi del 2027? Possiamo aiutarti a scegliere il percorso più utile per la tua posizione in graduatoria e a capire quali attività hanno un orario fisso. Contattaci prima della scadenza:

  • Numero verde 800 401 611
  • WhatsApp 328 174 2405
  • Sede di Canicattì (AG): tel. 0922 1802625
  • Sede di Pisa: tel. 050 8068046

Per approfondire:

Fonti ufficiali

  • CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2019-2021 del 18 gennaio 2024, art. 37 (permessi per il diritto allo studio)
  • D.P.R. 23 agosto 1988, n. 395, art. 3
  • ARAN, parere n. 126 del 17 febbraio 2025 (frequenza dei corsi e università telematiche)
  • Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 17128/2013 (nozione di frequenza dei corsi)
  • USR Veneto, nota prot. AOODRVE n. 34134 del 30 ottobre 2026
  • USR Toscana, nota prot. 18746 del 27 ottobre 2026; UST Pisa, nota prot. 6778 del 29 ottobre 2026
  • UST Ferrara, nota prot. 10228 del 29 ottobre 2026
  • UST Torino, nota prot. 20379 del 19 ottobre 2026
  • USR Sicilia, Contratto integrativo regionale del 27 ottobre 2025 (triennio 2026-2028)

Informazioni aggiornate al 6 novembre 2026.

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